{"id":6918,"date":"2016-09-25T14:30:09","date_gmt":"2016-09-25T14:30:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.yogatradizione.it\/?page_id=6918"},"modified":"2016-09-30T12:24:37","modified_gmt":"2016-09-30T12:24:37","slug":"yoga-sutra-e-filosofia-dei-klesa-le-afflizioni-delluomo-secondo-patanjali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.yogatradizione.it\/?page_id=6918","title":{"rendered":"Yoga Sutra e Filosofia dei Klesa (Le afflizioni dell&#8217;uomo) secondo Patanjali"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nella molteplicit\u00e0 delle manifestazioni di sofferenza, delle loro possibili conseguenze e soluzioni, la disciplina dello Yoga della tradizione offre un ampio spettro di approfondite considerazioni. L\u2019osservazione delle afflizioni, che da sempre limitano lo sviluppo spirituale dell\u2019uomo, ci pu\u00f2 condurre a sottili intuizioni su quelli che potremo considerare importanti presupposti psicologici. E sono anche questi ultimi che creano le condizioni caratteriali degli individui ai sintomi stressogeni ed alle loro conseguenze.<\/p>\n<blockquote><p>Semina un pensiero e raccoglierai un\u2019azione,<br \/>\nsemina un\u2019azione e raccoglierai un\u2019abitudine,<br \/>\nsemina un\u2019abitudine e raccoglierai un carattere<br \/>\nsemina un carattere e raccoglierai un destino<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\">( Charles Reade &#8211; XIX Secolo )<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Se prendiamo in esame le problematiche che un individuo normalmente affronta nel corso dell\u2019esistenza contemporanea, troveremo conferme che l\u2019uomo vive oggi, per sua natura mentale, situazioni di errata interpretazione delle proprie esperienze. Questo malinteso era gi\u00e0 ampiamente descritto su testi antichi, tramandati dalle principali culture filosofico-religiose. Di questi conserviamo fortunatamente documenti, traduzioni ed interpretazioni.<\/p>\n<p>Lo Yogasutra di Patanjali \u00e8, insieme alla Bhagavad Gita, alle Upanishad e all\u2019Hatha Yoga Pradipika, uno dei testi fondamentali dello Yoga che sviluppano questo argomento in modo magistralmente profondo. Patanjali \u00e8 unanimemente ritenuto il pi\u00f9 autorevole interprete dell\u2019ashatanga Yoga<br \/>\n(lo Yoga in otto membra che viene riconosciuto come disciplina elettiva per raggiungere il \u201cKaivalya\u201c).<\/p>\n<p>Egli \u00e9 vissuto secondo gli studiosi intorno al 400 a.C., anche se molti filosofi moderni hanno postdatato al tardo medioevo la redazione dei suoi Yoga sutra coi celebri insegnamenti. Il testo illustra in sintesi il cammino del sadhaka (o allievo) volto alla pi\u00f9 elevata realizzazione del s\u00e9.<\/p>\n<p>L\u2019opera \u00e8 composta di 196 aforismi o versi, scritti in lingua sanscrita estremamente concisa,suddivisi in quattro sezioni:<\/p>\n<p>Sezione I &#8211; Samadhi Pada<br \/>\ndi 51 sutra o aforismi, che trattano inizialmente la natura generale dello Yoga e l\u2019approccio al samadhi, ovvero lo stato contemplativo che \u00e8 lo stadio pi\u00f9 elevato di unione con il s\u00e9.<br \/>\nSezione II &#8211; Sadhana Pada<br \/>\ndi 55 sutra, che contiene, nella teoria dei Klesa, un\u2019analisi magistrale della sofferenza che la vita umana comporta e le prime cinque pratiche dello Yoga esteriore o bahiranga. Lo scopo di questa sezione \u00e8 quello diformare l\u2019adepto alla pratica dello Yoga superiore. Sadhana significa letteralmente ci\u00f2 checonduce alla verit\u00e0 \u2013 Il cammino che porta alla realizzazione spirituale.<br \/>\nSezione III &#8211; Vibhuti Pada<br \/>\ndi 56 sutra, conduce lo yogin all\u2019approfondita conoscenza delle tre rimanenti tecniche interiori: antaranga o pi\u00f9 precisamente Samyama e parla dei poteri o siddhi che queste tecniche conferiscono. Vibhuti significa letteralmente poteri.<br \/>\nSezione IV &#8211; Kaivalya Pada<br \/>\ndi 34 sutra, dove si commentano gli aspetti filosofici e le problematiche implicite nello studio e nella pratica yogica. Il termine Kaivalya indica liberazione: liberazione definitiva dall\u2019esistenza condizionata o samsara, cio\u00e8 il ciclo delle rinascite secondo la cultura Hindu.<\/p>\n<p>In riferimento alle afflizioni dell\u2019uomo, nella sezione II,3 degli Yogasutra, vengono trattati le principali fonti che divengono inconsapevolmente seme di sofferenza umana: la prima diventa la causa scatenante delle restanti. Il dolore \u00e8 qualche cosa che deriva da un evento, ma l\u2019afflizione o la sofferenza derivano dal dare continuit\u00e0 alla prima sensazione, con il supporto della memoria e dell\u2019immaginazione.<\/p>\n<p>I klesa o afflizioni sono rispettivamente: Avidya; Asmita; Raga; Dvesa; Abhinivesae vengono descritte in relazione tra loro come le radice, il tronco, i rami, le foglie ed il frutto in un albero:<\/p>\n<p>Avidya \u00e8 la forza che si oppone alla conoscenza in modo fraudolento. \u00c9 uno stato di ignoranza. E\u2019 \u201cprendere il non-eterno, l\u2019impuro, il male e il non-atman per eterno, puro, buono, e atman\u201d. E\u2019 la perdita della consapevolezza sulla natura del proprio s\u00e9 e della realt\u00e0 che noi fondamentalmente siamo. E questo stato allontana l\u2019uomo dalla verit\u00e0.<br \/>\nAsmita individua un senso di individualit\u00e0 (che nasce da avidya). E\u2019 la ricerca delle esperienze piacevoli ed il rifiuto delle sgradevoli; l\u2019identificazione con il corpo, con il pensiero, con l\u2019emotivit\u00e0 umana<br \/>\nRaga indica l\u2019attrazione che consegue all&#8217;esperienza del piacere (anche questo viene indicato da Pantanjali come sorgente di afflizioni)<br \/>\nDvesa \u00e8 al contrario l\u2019avversione e la repulsione per gli oggetti che ci ricordano esperienze negative visitate in passato<br \/>\nAbhinivesa identifica invece la volont\u00e0 di vivere ed un eccessivo attaccamento alla vita che domina anche il sapiente.<\/p>\n<blockquote><p>Proprio come un seme \u00e8 seminato nel terreno, cos\u00ec l\u2019impronta di ogni esperienza viene impressa nella mente. Queste impronte di esperienze sono vive. Esse hanno il loro diretto potere di ricreare l\u2019intera esperienza che le ha prodotte primariamente. Infatti ogni impressione cerca la ripetizione della corrispondente esperienza originale. Quindi il desiderio tende sempre a guadagnare forza se esso \u00e8 soddisfatto. Questa \u00e8 la vera natura del desiderio. Cos\u00ec, poich\u00e9 l\u2019impressione di una particolare esperienza o di un particolare esaudimento di un desiderio, diventa sempre pi\u00f9 profondamente confermato da ogni successivo esaudimento dello stesso desiderio, quell\u2019impressione comincia a svilupparsi in una definitiva tendenza della mente. Il desiderio perci\u00f2 non \u00e8 mai saziato dal suo esaudimento. Le predilezioni della mente sono proprio in attesa di essere stimolate. Non appena il desiderato oggetto \u00e8 visto ancora una volta all\u2019esterno, o se ne sente parlare, o anche soltanto se ne pensa, immediatamente il desiderio si ripresenta. Esso manifesta se stesso e stimola la mente ad andare all\u2019esterno. Quando queste onde di pensiero fluiscono nella mente, l\u2019immaginazione \u00e8 chiamata in gioco per mostrare quanto dolce e desiderabile \u00e8 l\u2019oggetto e come seducenti sono le sue attrazioni. Nel momento in cui l\u2019immaginazione viene cos\u00ec impegnata, questi pensieri si manifestano come una forte bramosia. Tali pensieri, con l\u2019immaginazione che gioca su di essi, incatenano l\u2019uomo. La sua totale identificazione con i vari stati d\u2019animo della mente lo rendono schiavo dei desideri che operano dentro di essa. Cos\u00ec, quando \u00e8 sentito lo stimolo, voi siete sospinti da esso. Anche l\u2019aspetto della volont\u00e0 dell\u2019ego \u00e8 legato al desiderio naturale della mente. L\u2019uomo \u00e8 cos\u00ec portato ad avventurarsi sull\u2019intera materia e l\u2019individuo \u00e8 spinto all\u2019azione per soddisfare il suo desiderio. Essendo soddisfatto il desiderio, il circolo vizioso \u00e8 ancora una volta completato. Ancora una volta, essendo stata completata quell\u2019esperienza, l\u2019impressione incisa nella mente \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 profonda. Questo \u00e8 il circolo in cui l\u2019essere umano \u00e8 catturato. Egli \u00e8 come un giocattolo, un fantoccio, un oggetto del gioco della mente che rifiuta ogni limitazione. La mente vuole essere piena di desideri e agitazioni, e non vuole essere controllata. A meno che essa non sia osservata e disciplinata giornalmente, l\u2019uomo vivr\u00e0 la sua vita come una bambola e terminer\u00e0 la sua vita in schiavit\u00f9. La vasta maggioranza degli esseri umani sono solo spinti e travolti da ogni piccolo desiderio e impulso della mente. Essi non hanno alcuna libert\u00e0. La libert\u00e0 individuale \u00e8 solo un mito. Possono avere libert\u00e0 di stampa, di parola, ma fintanto e finch\u00e8 gli uomini non hanno avuto il controllo sulle loro menti, sui loro desideri e impulsi, essi vivono praticamente in schiavit\u00f9 e la loro libert\u00e0 \u00e8 soltanto un nome. Quando l\u2019uomo ha una comprensione della mente, e scopre come essa agisce, allora sar\u00e0 capace di afferrarla. Qui c\u2019\u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 importanti della manifestazione della mente. Poich\u00e8 il pensiero \u201c io\u201c \u00e8 totalmente nella presa della mente, l\u2019uomo \u00e8 incapace di penetrare nel cuore del suo essere dove giace il centro della sua coscienza. Questa ineffabile esperienza di libert\u00e0 viene negata dalla mente all\u2019uomo precisamente nel modo che \u00e8 stato detto.<\/p>\n<div class=\"style4\" align=\"right\">( Swami Chidananda \u2013 La misteriosa Mente e il suo controllo )<\/div>\n<\/blockquote>\n<div class=\"style4\" align=\"right\"><\/div>\n<div class=\"style4\" style=\"text-align: left;\" align=\"right\">\n<p>Queste situazioni umane, portano le persone ad accumulare tensioni che spesso sono inconsapevoli ed agiscono per lunghi periodi della vita, in modo non manifesto, favorendo il loro dilagare, dapprima nel piano mentale e successivamente sul piano fisico. Patanjali classifica queste tensioni in quattro tipologie diverse: a) dormienti o in quiete; b) attenuate o sottili; c) espanse o pienamente attive; d) alternanti o disperse.<br \/>\nLo stress \u00e8 a tutti gli effetti, come gi\u00e0 trattato, una forma di tensione.<\/p>\n<p>Un klesa dormiente \u00e8 soltanto in forma latente, potenziale; non pu\u00f2 manifestarsi perch\u00e8 mancano gli adeguati presupposti<br \/>\nLa condizione attenuata \u00e8 una forma di tensione presente ma lieve, pur non essendo attiva pu\u00f2 manifestarsi nel momento in cui subentra uno stimolo.<br \/>\nLa condizione espansa \u00e8 invece una condizione manifesta di sofferenza, un vortice psicologico che coinvolge l\u2019intero essere. La sua manifestazione \u00e8 totalmente evidente.<br \/>\nLa manifestazione dispersa di un klesa indica invece due tendenze in opposizione tra loro che si manifestano alternativamente come un avvicendamento tormentoso di sentimenti di attrazione e repulsione, che nascono comunque da forme di attaccamento<br \/>\nagli oggetti materiali o immateriali della vita.<br \/>\nL\u2019approfondimento della teoria dei Klesa ci porta a riconoscere in essi le cause di tutti i dolori e le sofferenze dell\u2019uomo. E\u2019 necessario dunque indagare continuamente per osservare il grado di presenza di queste tensioni. Questa consapevolezza della nostra realt\u00e0 interiore, pu\u00f2 permetterci di intraprendere quel cammino verso un luogo di pace, dove ognuno si sente bene ed \u00e8 felice di esistere.<br \/>\nE\u2019 interessante anche osservare che l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 definisce la salute \u201cuno stato di benessere completo, fisico, mentale e sociale\u201d.<br \/>\nL\u2019osservazione delle nostre tensioni sul piano fisico, psichico ed emozionale, sono dunque ottimi presupposti per analizzare i diversi aspetti dello stress e definirne i contorni.<br \/>\nL\u2019adozione di adeguate pratiche yoga, con il supporto iniziale di un Insegnante ed uno stile di vita improntato sull\u2019austerit\u00e0 e sulla costanza, diventeranno il rimedio migliore per dominare sempre le situazioni stressanti o quanto meno circoscriverne gli effetti pi\u00f9 dannosi.<br \/>\nAccontentarci tuttavia del raggiungimento di un grado di parziale benessere sul piano fisico e mentale, ci porta in quella zona di conforto dove subiremo l\u2019illusione di uno stato \u201csattvico\u201d o di equilibrio, Questo atteggiamento ci avvicina per\u00f2 al rischio di un arresto nel cammino di crescita spirituale. Dunque l\u2019allievo devoto non perder\u00e0 mai di vista il sentiero davanti a s\u00e9.<\/p>\n<p>Nello Yoga, la pratica per l\u2019attenuazione dei klesa \u00e8 indicata nel testo della Hatayoga-Pradipika attraverso un insieme di posizioni, gesti o contrazioni atti a trattenere o dirigere la circolazione del prana, l\u2019energia vitale che fluisce nel corpo.<br \/>\nQueste pratiche vengono definite come Mudra e, secondo il testo, la pratica costante di queste \u00e8 in grado di conferire particolari poteri all\u2019adepto. L\u2019Hatayoga-Pradipika ne menziona 10 ed indica nella Mahamudra l\u2019esercizio elettivo per vincere sull\u2019afflizione dell\u2019avidya:<\/p>\n<p>III, 10 \u2013 Si comprima il perineo col tallone del piede sinistro e dopo aver allungato in fuori la gamba destra, si afferri saldamente il piede destro con le mani.<\/p>\n<p>III, 11 \u2013 Mentre si effettua la contrazione della gola, si porti verso l\u2019alto il prana lungo la susumna. Allora, come un serpente disturbato con un bastone si risveglia e si irrigidisce come una bacchetta.<\/p>\n<p>III, 12 \u2013 Cos\u00ec la Sakti arrotolata (kundali) si raddrizza subitaneamente: a questo punto si genera uno stato di morte per le due nadi<\/p>\n<p>III, 13 \u2013 Poi si espiri molto lentamente e senza violenza: questa \u00e8 invero indicata come mahamudra dai potenti siddha.<\/p>\n<p>III, 14 \u2013 Le afflizioni, a cominciare dai grandi klesa e dalla morte, vengono distrutte: per questo motivo gli ottimi saggi tra i saggi la chiamano mahamudra.<\/p>\n<p>III, 15 \u2013 Dopo averla praticata con la parte lunare del corpo, la si esegua successivamente con la parte destra: quando si raggiunge un numero uguale di esecuzioni dal lato destro e dal lato sinistro, allora si sospenda la mudra.<\/p>\n<p>Mahamudra non \u00e8 un semplice esercizio di asana o positura, come potrebbe apparire, ma \u00e8 una pratica molto profonda di rotazione della coscienza in diversi punti del corpo (sambhavi; khecari; mula; e bindu) e implica la conoscenza di altre tecniche (arohan-avarohan; unmani-mudra; khecari-mudra; sambhavi-mudra; kumbhaka) che per la loro complessit\u00e0 dovranno essere apprese da un Insegnante qualificato (vedere Figure A e B).<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"style4\" style=\"text-align: left;\" align=\"right\"><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;6760&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; title=&#8221;Figura A \u2013 Prima positura parte destra per il Mahamudra  (il grande sigillo) &#8220;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;6761&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; title=&#8221;Figura B \u2013 Seconda positura parte destra per il Mahamudra  (il grande sigillo)&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p class=\"style4\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><em><strong>Mahamudra<\/strong> <\/em>ci affranca dai nostri veleni psichici e ci prepara alla <strong><em>concentrazione<\/em><\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nella molteplicit\u00e0 delle manifestazioni di sofferenza, delle loro possibili conseguenze e soluzioni, la disciplina dello Yoga della tradizione offre un ampio spettro di approfondite considerazioni. 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